mercoledì 19 giugno 2013

Evil Dead / La casa: recensione

Due cose che, essendo il primo post del blog, mi par giusto dire prima di venire al dunque: in questo posto scriverò recensioni o anche solo pareri e considerazioni su film o giochi o libri o siti, ma magari anche semplicemente aneddoti o sfoghi o monologhi inutili sul senso della vita che però a riguardo vi conviene vedervi Monty Python. Insomma, un programma preciso e chiaro. Però se tutto va bene, tra qualche tempo, quando ben 3 persone seguiranno questo blog, vi sarà da leggere di tutto un po'. Ma chi sei tu che scrivi?, chiede il curioso lettore. Uno che a volte non ha di meglio da fare. Anzi, lo avrebbe ma spreca il tempo sul blog in modo da scansare responsabilità e doveri più impellenti, in quanto orribile persona. Tenevo già un blog, qualche anno fa, poi una volta mentre tornavo tardi dall'università le responsabilità mi stavano aspettando con le spranghe di ferro. Provai ad evitarle anche in quell'occasione ma c'erano i doveri impellenti con i loro cuggini più grandi a sbarrarmi la strada. Così quando anche questo blog farà schifo, non si potrà nemmeno dire che era il mio primo tentativo, dai su, povero, ci ha provato.

Veniam alla recensione! [spoiler qua e là]
The Evil dead, tradotto "La casa" qui in patria pizza&spaghetti. Film horror ma anche no, remake dell'omonima pellicola ancora meno horror di inizio anni 80.
Ora, la versione originale, come ho detto, non era tutto questo terrore ed urla agghiaccianti... un po' per gli effetti speciali che per gli '80 erano ottimi ma decisamente poco realistici rispetto agli squartamenti in HD, 3D e D&D del giorno d'oggi. Un po' perché il comportamento dei personaggi era assurdo e la loro velocità di reazione paragonabile a quella di un bradipo morto senza gli arti legato ad un albero. Del tipo che stanno in questa catapecchia di 10 metri quadrati, su un piano (cantina malvagia esclusa), con 3 stanze in totale separate da legno così marcio e sottile che quelli in "salotto" pensavano di vedere un film zozzo in tv ed invece era solo una delle tipe che si docciava nel bagno adiacente.. stanno in questa baracca, dicevo, eppure mentre nel soggiorno la protagonista A viene mangiata viva dalla protagonista B imdemoniata, in camera da letto, a 15 centimetri di distanza in linea d'aria dal fattaccio, i protagonisti maschili, che stanno giocando al gioco del silenzio, non si accorgono delle grida o degli urti contro il mobilio o del sangue che cola in giro da tutte le parti. Vabbè oh, magari pensavano fossero i vicini con la tivvù a tutto volume, può essere visto che siam in mezzo ad un bosco così fitto ed inesplorato che ci vivono ancora una piccola tribù azteca e i dodo.

   "Ma Protagonista, non ti sei accorto  che nella camera accanto la tua amica veniva uccisa a colpi di martello pneumatico, urlando di dolore, dall'altra tua amica che nel frattempo gridava a squarciagola MORIRETE TUTTI AHAHAHAHAH?"

   "Ennò, c'avevo su l'mp3"


Questo remake del 2013 non è tuttavia privo di difetti. Anzi. Ok, gli squartamenti son fatti bene, molto meglio che nel 1981, applausi. I personaggi stanno un pelo più in campana rispetto ai capelloni che li han preceduti, ma ogni tanto sgarrano lo stesso. Per esempio. Nel vecchio film, gli amiconi carne da macello di turno arrivano nella casa, trovano una registrazione su nastro, cliccano Play e un tizio recita una formula che richiama il Male. Ok, sticazzi, vi è andata male. Nella versione recente arrivano nella casa e trovano il peggio schifo in cantina: gatti morti appesi ovunque, candele nere, simboli mistici, Platinette in tanga... ed al centro di tutto ciò un pacchetto di plastica sigillato, avvolto da filo spinato. Il genio di turno, attesa la notte (mica pirla), di nascosto dagli amici, lo apre, c'è un libro così brutto che mancava solo la scritta gigante in sovraimpressione "libro malvagio" con le frecce al neon lampeggianti ad indicarlo. Ma oh, trovar un libro e non leggerlo pare scortese, quindi lui legge, e le prime parole (scritte rigorosamente con misterioso inchiostro rosso scuro) intimano a chiunque di non leggere 'sto dannato libro altrimenti il male si risveglierà e morirete tutti e la telecom vi telefonerà ogni sera con le loro gradite offerte. Lui continua a leggere, mortacci tua, e così il massacro può iniziare. Il genio collegherà la macumba del libro a tutti gli strani avvenimenti attorno a lui solo quando una tipa si strappa la pelle della faccia usando un pezzo di vetro e poi cerca di mangiar vivo il tizio stesso. Sherlock Holmes 'na pippa gli fa.

    "Uhm, un libro trovato in cantina in mezzo ai gatti morti, chiuso in una gabbia di filo spinato, con la copertina in pelle umana, scritto in quel che sembra sangue e con disegni mica poco inquietanti. Daje, vediamo un po' com'è che se merita lo porto a casa da leggere alle bambine prima di dormire"
 

Nel tripudio di sangue ti accorgi poi che i protagonisti di 'sto macello hanno qualche marcia in più rispetto agli umani normali, visto che sono in grado di tagliarsi le braccia da soli senza andare in shock per il dolore (devo specificare senza alcun tipo di anestesia?) e poi in qualche tarantinesco modo sopravvivere al dissanguamento, mentre io se mi taglio con un foglio di carta chiamo all'appello tutti gli sfortunati santi che mi vengono a mente e perdo 'na vasca di sangue. Oppure possono esser presi ripetutamente a mazzate con un piede di porco e riportare appena qualche frattura, ma no, non è niente, dai prendi la palla da rugby che facciam due passaggi. Ma magari non sei stato attento tu che l'hai visto in inglese ed all'inizio han detto che erano lontani parenti di Goku stesso.
Incredulità (e spoiler) finale, il tizio che, dopo averla soffocata, letteralmente riporta in vita la sua amata utilizzando in combo due siringhe giganti a mo' di elettrodi e la batteria dell'auto, che McGyver è là che rosica assieme a Sherlock.


Alla fine della fiera ci sono stati ammazzamenti a caso, ferite a caso che dovevano risultare ben prima in ammazzamenti ma che vabbè, già abbiamo 4 protagonisti, facciamoli durare qualche minuto in più, ma in generale poca paura. La cosa più spaventosa resta Platinette in tanga.

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